Un mese a Natale!

Manca un mese al Natale, il primo fuori casa e lontano dall’inverno, e mancano due mesi alla fine del servizio civile e all’ultima vacanza pre-disoccupazione. Non so se due mesi sono tanti o pochi, se passeranno in fretta o meno. Claudia mi ha detto che dopo Natale il tempo volerà…quindi l’obiettivo è: avvicinare il Natale.

Per cominciare ad entrare nel clima natalizio, sabato ho provato a fare dei biscottini allo zenzero con formine natalizie (anche per colpa di eloisa che mi ha fatto venire la fissa!!). Come primo tentativo non è andato malissimo anche se la ricetta non mi ha convinto…o forse ho messo troppo zenzero e forse ho anche un po’ sbagliato la cottura…comunque la prossima volta credo che proverò dei più semplici biscottini al cacao!

ps. non so xke ma le foto sono sfocate…forse il pc ha contagiato qualche virus influenzale alla macchinetta fotografica

Hecho en casa Festival.

Questa settimana invece c’è un festival di interventi urbani…ieri ho fatto una passeggiata con Marta per vedere il Robot di cartone, la restaurazione di un Murales,la costruzione di un serpente di cartone (la testa ancora non è stata montata) e degli occhi di mostri attaccati alle pareti del centro culturale GAM.

Weekend musicale

Questo weekend io e Andrea siamo andati ad un Festival della musica…sia sabato che domenica dalle 15.30 alle 21.30…abbiamo sentito vari concertini di gruppi cileni e qualche ospite internazionale…

…e finalmente ho visto anche gli Inti Illimani in Cile!!

…un bel fine settimana diverso dal solito…

…il mio amico lama…che si stava avvicinando un po’ troppo…

avevo paura che mi sputasse e mi sono allontanata…

All’una e mezza abbiamo rincontrato Miguel, abbiamo mangiato qualcosa e abbiamo ricominciato a vedere la città. Bellissima…non volevo più andare via.

Sicuramente sarebbe stato meglio passare la notte precedente ad Aguas Calientes…così avremmo potuto stare più tempo a Machu Picchu e magari vedere anche l’alba lì!

Per noi è andata così…non ci eravamo informati bene prima…ma a chiunque voglia andare consiglio di fare così…o per chi se la sente….il cammino dell’Inca dev’essere meraviglioso!

…Finalmente Machu Picchu.

Arrivare a Machu Picchu di persona è meraviglioso. Nonostante il posto sia pieno di turisti (difficile fare una foto panoramica senza persone in mezzo ai piedi) e si senta parlare in tutte le lingue, si respira un senso si pace…forse per il luogo magico in cui gli Inca avevano costruito questa città…circondata da montagne verdi che si confondono con le nuvole ed il cielo.

Purtroppo le foto non rendono la magia di quello che si vive lì.

Appena siamo arrivati ha iniziato a piovere e la pioggia ci ha accompagnato per un’ora e mezzo ma poi per fortuna ha smesso. All’entrata ci siamo separati: Miguel è andato a scalare il Wayna Picchu (il Picco più alto che si vede in molte foto) e io, Andrea e Marta abbiamo cominciato a girare la città. Anche noi abbiamo fatto la nostra camminata (per fortuna non tanto in salita) per raggiungere l’Inki Puntu o Porta del Sole. Da lì si può vedere comunque un bel panorama anche se purtroppo proprio quando eravamo lì era il momento in cui pioveva di più e una nuvola era scesa proprio a coprire i resti della città. E’ stato comunque bellissimo vedere le nuvole sotto di noi…e vederle che si spostavano…prima erano più in alto…poi sono scese e poi risalite di nuovo.

Purtroppo però non siamo riusciti a vedere un arcobaleno nonostante abbia piovuto…dicono che quasi ogni giorno si possono osservare arcobaleni a Machu Picchu e che gli Inca pensavano che fosse un contatto tra il dio sole Inti e la Madre Terra (Pacha Mama).

Andando a Machu Picchu.

Sabato sveglia alle 5:30 per prendere un taxi per Poroy dove dovevamo prendere il costosissimo treno per Aguas Calientes, il centro abitato più vicino a Machu Picchu. Il treno costa circa 4 volte in più del biglietto di entrata a Machu Picchu ma purtroppo non c’è altro modo per arrivare se non facendo il cammino dell’Inca (4 giorni a piedi!) che comunque non è economico e per il quale io sarei probabilmente morta.

Saliti sul treno siamo stati accolti da una finta musica etnica trasformata in musica quasi da discoteca che purtroppo ci ha accompagnato per tutte le 3 ore e mezza di viaggio!

Dopo poco tempo il personale del treno inizia a preparare i tavolini per il servizio di colazione.

Sistemano delle tovagliette, poi un vasetto di fiori finti su ogni tavolo, poi ci portano posate e tovagliolo e li sistemano sui tavoli usando delle pinze da insalata…e finalmente poi arriva la colazione. Avrei preferito pagare un po’ meno e risparmiarmi il vasetto di fiori…ma, nonostante dagli altoparlanti del treno esca la frase “grazie per aver scelto il nostro servizio”, non c’è nessuna scelta…nessuna alternativa!!

Nonostante le polemiche appena fatte, il viaggio è stato bello perché il treno passa in mezzo ai boschi e alle montagne e costeggia il fiume (forse l’Urubamba…ma non risono sicura).

Alla ricerca dell’occhio del Puma.

Come ho accennato prima Saksaywaman era la testa della vecchia città e vi era un circolo di pietre che rappresentava l’occhio. Javiér ha detto che l’occhio era recintato e non si poteva vedere ma sulla strada del ritorno noi abbiamo visto una struttura circolare e ci siamo convinti che quello fosse l’occhio del puma.

In realtà poi dalle foto su un libro di Miguel abbiamo visto che non era quello…quindi forse la nostra pseudo-guida aveva ragione!

Saksaywaman.

Da Quenqo ci siamo avviati a piedi verso Saksaywaman, il più importante di questi siti, dove sorgeva un grande tempio al sole (che gli spagnoli avevano scambiato per fortezza difensiva).

Appena entrati varie persone si propongono di farci da guida…e alla fine ci facciamo convincere da Javiér, che abbassa il prezzo in base alle nostre richieste.

Un po’ strana la nostra guida…ci ha ripetuto più volte le stesse cose e ci chiedeva continuamente se volevamo che ci scattasse delle foto…all’ultima foto ha fatto cadere la macchinetta di Andrea…che per fortuna non si è rotta!!

La guida ci ha fatto vedere una presunta zampa del puma scolpita su una pietra, un presunto lama, un serpente scolpito e un altro presunto serpente da cercare nelle pietre delle mura. Poi abbiamo visto Cusco e Plaza de Armas dall’alto. La cosa che Javiér ci ha ripetuto 20 volte è che fino al 1955 la municipalità di Cusco vendeva le pietre di Saksaywaman e che quindi il sito è stato distrutto in parte dagli spagnoli all’epoca della conquista e in parte dagli stessi cuschegni.

Quenqo.

Da Puka Pukara prendiamo un autobus per Quenqo. Quenqo è più particolare ma senza una guida non abbiamo capito molto…abbiamo però ascoltato qualche frase da una guida che accompagnava una scolaresca. Siamo entrati in una specie di grotta dove c’è un altare che veniva usato per fare offerte alla Pacha Mama (Madre Terra) e poi fuori abbiamo visto vari blocchi di pietra alcuni dei quali erano usati come sedie per le mummie. Quenqo era infatti un luogo dove venivano mummificati i corpi degli Inka…se ho capito bene!!